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Il Gede Risponde

Il Gede risponde: Battere la Juve la ciliegina sulla torta. Giovinco dovrebbe restare

Il Gede risponde: Battere la Juve la ciliegina sulla torta. Giovinco dovrebbe restare

Il secondo successo stagionale e il bel finale di campionato del Parma, il futuro di Giovinco e Amauri, la lotta per la Champions e la retrocessione della Sampdoria. Sono questi i principali argomenti affrontati nel penultimo appuntamento stagionale dcon "Il Gede risponde", una delle rubriche più gettonate di Sportparma.com. Con l'ex tecnico del Parma Pietro "Gedeone" Carmigiani, come ogni lunedì, andiamo ad analizzare il momento dei gialloblù ma anche quello che succede in Italia. Cinque domande e conque risposte sulla domenica calcisitica appena trascorsa a un esperto che conosce come pochi la serie A e il Parma.

Il Parma, già salvo, si è preso il “lusso” di battere per la seconda volta in stagione la Juve e lasciarla fuori dall’Europa.
“Al di là dell’ottima prestazione del Parma ci ha messo molto del suo la Juve, che è sicuramente la più grossa delusione stagionale. Il Parma ha vinto due volte con i bianconeri quest’anno, prima con Marino, poi con Colomba, e questo secondo successo è stato la ciliegina sulla torta di un finale in media-scudetto. Colomba ha davvero fatto un gran lavoro”.

Giovinco e Amauri avevano “promesso” alla Juve di batterla e lo hanno fatto. Come vede il loro futuro e che farebbe al loro posto?
“Dovranno decidere le società. Giovinco ha parlato in settimana, ma a me piace più sottolineare il suo gran campionato, in cui ha dimostrato il suo valore con i fatti, a suon di grandi partite. Fossi in lui resterei a Parma, perchè qui può giocare libero ed esprimere il proprio talento invece di dover lottare per un posto con altri giocatori importanti che sicuramente la Juve ingaggerà. Sarebbe un rischio. Diverso il discorso di Amauri, che ha un altro ruolo ed ha lasciato la Juve solo per 6 mesi al fine di giocare con continuità: lui può essere utile e dire la sua anche là, anche se è chiaro che a Parma ha trovato l’ambiente ideale per rilanciarsi”.

In fondo salve Cesena e Lecce, retrocessa la Samp: è giusto così?
“Direi di sì. Il Cesena e il Lecce sono due squadre che hanno mostrato sempre un buon calcio, affrontato a viso aperto ogni avversario e superato i momenti di difficoltà sempre con gli stessi allenatori. Gli esoneri non sempre pagano, come è successo a Catania e Parma, e la dimostrazione sono la Samp e Cavasin, che si era presentato con dichiarazioni forti ma ha ottenuto 5 punti in 9 partite e fatto rimpiangere Di Carlo. Ma non è l’unico colpevole: anche giocatori e dirigenti hanno le loro responsabilità, in particolare la società che non ha sostituito in modo adeguato Cassano e Pazzini. Esoneri inutili anche a Brescia, dove il clima non è mai apparso dei migliori, e Bari, dove la rivelazione della passata stagione è già retrocessa da tre mesi anche a causa di una miriade di infortuni a giocatori chiave”.

Per quanto riguarda la volata Champions chi la spunterà tra Udinese e Lazio?
“Spero resti terza l’Udinese. Nulla da dire sul campionato della Lazio, ottimo, ma ho sempre in mente la partita dell’anno scorso in cui si sono “consegnati” all’Inter. In più c’è Guidolin, un allenatore che ha sempre fatto bene, ovunque, ma ha toccato quest’anno un punto mai visto in carriera, forse nemmeno a Palermo o a Vicenza quando vinse la coppa Italia. Il pari con l’Inter ha anche dato la certezza al Napoli di tornare in Champions e a maggior ragione mi chiedo perché Mazzarri voglia andarsene: non riesco a capire, la trovo una cosa senza senso”.

Il Palermo invece andrà a giocarsi la coppa Italia: è una rivincita per Rossi?
“Rivincita direi di no, visto che Rossi ha già dimostrato in passato di essere un ottimo allenatore, nonostante qualche alto e basso in questa stagione. Il Palermo è una squadra di valore, è in salute, ha battuto il Milan e non ha niente da perdere contro l’Inter. I nerazzurri dal canto loro per me restano i favoriti e hanno dimostrato anche quest’anno la loro forza con la bella rimonta, che probabilmente senza quella settimana “maledetta” avrebbe tenuto aperti i giochi più a lungo sia in campionato che in Champions. Sento parlare di rifondazione in casa nerazzurra, ma secondo me non serve: basta puntellare un po’ la rosa con qualche innesto per tornare a essere la più forte”.

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