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Parma Calcio

Chivu: «Ho messo io in difficoltà Almqvist». Bernabé: «Squadra viva»

Parma Inter 2 2 31a giornata Serie A 2024 2025 le indicazioni di mister Cristian Chivu
©Foto: Lorenzo Cattani

Dalla sala stampa del “Tardini”, le dichiarazioni a caldo del post Parma-Inte (clicca qui per le pagelle), match terminato 2-2 con la rimonta dei crociati.

A rispondere alle domande dei giornalisti presenti in conferenza mister Cristian Chivu e Adrian Bernabé per i crociati; in rappresentanza dei nerazzurri il vice allenatore Massimiliano Farris e l’ex Matteo Darmian .
Le dichiarazioni raccolte nella “pancia” dello stadio veronese.

CHIVU «Ho il rammarico di aver messo in difficoltà Almqvist, gli ho chiesto cose che non era in grado di fare. Ho chiesto scusa a lui e alla squadra, mi sono fidato a fargli richieste che non erano il meglio per lui. Sono stati bravi nel secondo tempo a cambiare le cose, a crederci e trovare quel guizzo per fare il 2-1 che ci ha dato la fiducia per andare a riprendere la partita. Io da ex? Ho risposto ieri, il mio passato non lo posso negare: sono stati 13 anni passati nell’Inter. Mi ha dato tanto da un punto di vista professionale e umano, ma oggi eravamo avversari. Cerchi di non pensare al passato, pensi all’obiettivo della tua squadra. Ma un po’ di emozione l’ho avuta, devo ammetterlo, penso che sia normale.
Sono stati bravi i subentrati, ci hanno permesso di accendere quella scintilla che mancava. Anche nel primo tempo con un po’ di coraggio in più avremmo potuto palleggiare meglio. Nel secondo tempo, cambiando un po’ il modulo, mi hanno dato quello che aspettavo da loro. Magari l’Inter pensava che la partita fosse già chiusa e, se noi avessimo trovato la scintilla nei primi 20’, avremmo potuto pareggiarli.
Pellegrino è un attaccante vero, bravo, sta lavorando per migliorare. Ovvio che un allenatore fa le sue scelte in base alle caratteristiche dell’avversario. Però ho sempre detto che non faccio distinzioni tra titolari e altri: tutti devono lavorare e avere la voglia ogni giorno di dimostrare quanto valgono. Mi mettono molti dubbi, io non avevo mai smesso di pensare al cambio di modulo o altro per aiutare questo gruppo ma bisogna sempre lavorare per migliorare.
Il merito di questa partita non è mio, ma dei giocatori che entrano in campo e cercano di capire quello che tu gli chiedi. Il merito è sempre loro, se poi non capiscono le tue idee, diventa tutto un lavoro inutile. Oggi li ho messi in difficoltà, ma credevo nelle capacità di questa squadra, anche in palleggio. Mancano ancora tanti punti verso la salvezza, serve sempre la miglior versione dei ragazzi tutti i giorni: l’hanno capito perché sono come un martello pneumatico, dico loro le stesse cose tutti i giorni.
Dopo il pareggio ho pensato anche io di provare a vincerla, ma devi valutare come non mettere a rischio quello che era il risultato. Cominci a pensare anche a chi hai di fronte e il pareggio, dopo essere tornati dal 2-0, te lo tieni stretto».

BERNABÉ «È stata una partita in cui abbiamo lavorato molto bene. Nel primo tempo abbiamo avuto situazioni per andare in vantaggio ma siamo stati un po’ sfortunati. Nella ripresa è girata dalla nostra parte, anche grazie alla grande spinta del pubblico. Peccato, perché alla fine si poteva anche vincere, ma ci teniamo questo punto. Chivu sta spingendo tanto, soprattutto dal punto di vista difensivo, per evitare di concedere tante occasioni. Nell’intervallo abbiamo cambiato qualcosa a livello tattico, siamo stati bravi a ribaltarla.
Vero che cercavo da tanto tempo il gol e l’esultanza è stata perché mio papà era qua: ho voluto festeggiarlo con lui, dopo aver passato qualche mese complicato. Dove preferisco giocare? A me piace stare dentro al campo: più avanti posso sicuramente cercare un po’ più il gol. La squadra è viva, vogliamo raggiungere l’obiettivo, oggi abbiamo fatto una gran prova contro una delle squadre più forti al mondo, ma ci sono tante cose da migliorare. Sono partito dalla panchina, perché non ci sono arrivato al 100% dopo una botta presa a Verona che mi ha tenuto fermo tutta la settimana: ne abbiamo parlato col mister e questa è stata la sua scelta. La accetto: i miei compagni hanno fatto bene. Sappiamo di avere un calendario difficile, non ci nascondiamo: affronteremo tutte le partite allo stesso modo. Siamo tutti sulla stessa strada per ottenere la salvezza, che è il nostro obiettivo».

FARRIS «L’andamento della partita è una questione di energie mentali e probabilmente anche fisiche. Veniamo da una serie di partite che ci hanno messo a dura prova. Dopo la partita contro l’Udinese e il derby contro il Milan, il segnale che abbiamo voluto dare alla squadra, al di là di qualche accorgimento tattico, era un avvertimento ai ragazzi per non rimettere in partita il Parma, soprattutto perché è una squadra di valori. Al di là del numero di partite, mentalmente e fisicamente, veniamo da partite probanti e difficili. C’è un po’ di rammarico perché eravamo andati sul doppio vantaggio, ma complimenti al Parma perché è stato bravo a rimetterla in piedi. Riguardo ai cambi: dipende molto dal momento in cui entri, quando c’è un momento un po’ in down è difficile anche fare le solite giocate; sono stati fatti anche per salvaguardare il futuro di qualche giocatore. Non possiamo andare in gestione ma dobbiamo pensare al futuro. Non credo che il risultato sia colpa dei cambi, anche quelli che sono in campo devono essere bravi a gestire le partite.
Non vorremmo lasciare questi punti, ma se capita una partita come oggi la analizzeremo. Qualsiasi cosa succeda, ci consentirà di rimanere davanti dopo aver passato tato tempo a inseguire. La volata finale sarà bellissima, vogliamo arrivarci con grande fiducia».

DARMIAN «Sono stati bravi loro a rientrare in partita e ogni dettaglio può essere determinante. Dopo il loro pari abbiamo provato a reagire ma non siamo riusciti a trovare il terzo gol. Il pareggio non era quello che volevamo, ma adesso dobbiamo preparare la partita importante di martedì. Ho avuto un piccolo infortunio ma la sosta mi ha aiutato a riprendermi, adesso sto bene e darò una mano alla squadra, dall’inizio o a gara in corsa.
Non penso che abbiamo cominciato a pensare alla prossima partita, nemmeno inconsciamente. Quando scendiamo in campo siamo totalmente focalizzati su quello che dobbiamo fare nella partita in corso, nessun pensiero sulla partita di martedì».

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