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Pensieri Ovali

6 Nazioni, 6a Nazione

6 Nazioni, 6a Nazione

Gli azzurri chiudono ancora una volta ultimi, seppur evitando il cucchiaio di legno. Cos'è cambiato dal nostro ingresso? Sotto tono Tebaldi

Si è chiuso anche questo undicesimo 6 Nazioni e l’Italia per l’ottava volta lo ha terminato all’ultimo posto evitando almeno il cucchiaio di legno grazie alla vittoria contro la Scozia (capace peraltro ieri di battere l’Irlanda a casa sua). Restano due partite da ricordare: quella appunto contro gli scozzesi e quella contro l’Inghilterra nella quale siamo stati in partita sino alla fine e che con un po’ di attenzione in più si poteva anche vincere. Un po’ poco. Mallett ha provato a cambiare qualcosa ovvero giocare maggiormente in attacco, deo gratias, ma sono emersi i soliti errori che si possono sintetizzare in: cattiva gestione del possesso, difficoltà a superare tre fasi e quindi affidamento al piede (con risultati spesso deficitari) a cui si sono aggiunti anche problemi in touche (18 perse su 57). Se poi riuscissimo a giocare una partita intera in quindici … I dati parlano chiaro: solo 546 passaggi (61 in meno di chi ne ha fatti meno dopo di noi ovvero la Francia) e solo 9 volte abbiamo superato la linea del vantaggio contro le 12 della Scozia, 17 del Galles e 20 dell’Irlanda, giusto per fare un raffronto con i futuri parenti celtici. Il saldo mete è ovviamente il peggiore: 5 fatte, 12 subite (la Scozia 3-8). E la fase difensiva? Ci ha fatto crogiolare contro Irlanda, Scozia ed Inghilterra, si è sgretolata contro la Francia, col Galles abbiamo rubato cinque palloni in ruck nei nostri cinque metri ma non è bastato perché loro attaccavano benissimo gli spazi in campo aperto e noi o salivamo male o sbagliavamo il placcaggio. Vorremmo anche segnalare che non avevamo bisogno che Barnes vedesse solo rosso anche se non ha inciso sul punteggio finale. I francesi, spocchiosi come al solito, si chiedevano se non fosse il caso di tornare al 5 Nazioni e Les Bleus (la cui linea mediana ha 44 anni!) hanno poi infierito sul campo. Ovviamente non siamo d’accordo ma di certo c’è che dal nostro ingresso non siamo cresciuti molto (un dato: nell’ultima vittoriosa partita contro l’Irlanda, 1997, nel quindici titolare vi erano 10 italiani di nascita, in quello di quest’anno 6). Colpa di chi? Delle società che non hanno saputo valorizzare il “parco” italiano? Del fatto che non siamo andati prima in Celtic League? Degli allenatori che si sono succeduti? Di qualche “guru” all’interno della Federazione? Ma adesso scavalcheremo la Manica, vestendo maglioni firmati (li vorrebbero anche su Kingi) e volando alti in cielo (dove fino a ieri si parlava inglese).
Due annotazioni sui portacolori delle nostre squadre. Tebaldi è calato progressivamente fino ad essere “punito” con la sostituzione di Canavosio, il cui ingresso era stato decisivo con la Scozia, dopo mezzora della partita con la Francia: da rivedere a … Giugno. Vosawai si è visto ieri per trenta minuti grazie agli infortuni occorsi in settimana ed ha fatto il suo: saremmo curiosi di rivederlo con una certa continuità, ma tornerà Parisse.

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