Parma Calcio
Un Parma eroico rimonta l’Inter: da 0-2 a 2-2 grazie ai cambi

La 31ª giornata tra Parma e Inter si conclude 2-2: al Tardini il pari ottenuto contro i campioni d’Italia vale più del solo punto conquistato.
L’Inter approccia la partita non di certo in modo furente, mentre l’insolito sistema con cui il Parma si dispone sembra sorprendere gli avversari, che concederebbero a Bonny un’insperata occasione per il vantaggio, sprecata. Sebbene mai davvero arrembanti, i nerazzurri prendono in fretta il controllo delle operazioni e, dei loro 15 tiri (contro i 4 del Parma), ne entrano solo due, ma sul secondo incide la solita disattenzione difensiva gialloblù, complessivamente in balia dei meneghini, tecnicamente e fisicamente. Nel secondo tempo, cambia il mondo (e il modulo): l’Inter la dà per vinta troppo presto, ma soprattutto la panchina rinfranca il Parma.
Eccellente l’ingresso di Pellegrino (6 duelli vinti in un tempo solo, più di chiunque altro nel resto della partita), pivot in entrambi i gol del Parma, altrettanto quello di Ondrejka, al suo primo gol in gialloblù e in Serie A, proprio come Bernabé, l’altro subentrato; ultimo fattore la difesa a 3, finalmente. Alla fine il pari è corretto, con le squadre che si dividono un tempo a testa; tuttavia, è più l’Inter a pagare dazio, mentre per il Parma – che ha persino avuto il match point al 91’ – è una “X”che sa di vittoria, al netto di gioco e spirito espresso.
Da stasera, comincia un altro campionato, che deve proseguire sulla falsariga di questa ripresa. Così la salvezza non è un più un miraggio.
LE SCELTE Sorpresa Hernani nel Parma: il brasiliano scalza dai titolari Bernabé, a cui la “vecchietta” deve aver causato più danno del previsto. In difesa Vogliacco la spunta su Balogh al fianco di Valenti; in attacco confermati Almqvist e Man ai lati di Bonny.
Con Inzaghi squalificato, sarà il suo vice Farris a manovrare dalla panchina, ma a dar maggiori pensieri al Parma sono i giocatori in campo: basta la coppia titolare Lautaro Martinez-Thuram a suonare come chiara dichiarazione d’intenti.
TROPPA INTER Per affrontare la migliore squadra d’Italia, mister Chivu varia lo spartito: il Parma difende col 5-3-2 mentre, quando attacca, Sohm fissa l’ampiezza a sinistra in una sorta di 4-4-2, con Man centrale insieme a Bonny. I primi 10′ già svelano la trama: ritmi blandi, con l’Inter che prova a cucinare il Parma a fuoco lento; dal canto loro, i gialloblù attuano un calcio più speculativo. Così, l’Inter racimola occasioni (la più netta con Bisseck all’8′), ma quella da non sbagliare è per Bonny che, al termine di un’azione cominciata da Suzuki, fallisce imperdonabilmente sparando addosso a Sommer, nell’area piccola. Vale la solita legge: gol sbagliato, gol subito. Al 15′, uno sfortunato rimpallo di Hernani libera Dimarco per un passante che taglia fuori tutta la difesa parmense e l’ex Darmian converte in gol.
Nonostante lo svantaggio, Bonny non desiste, batte da solo l’intera difesa meneghina e appoggia in area per Man, che chiama Sommer a un miracolo provvidenziale. Vero, si gioca a bassi ritmi, ma le squadre arrivano in area con inaspettata facilità; in quella di casa tocca al non sempre glaciale Lautaro ciccare l’occasione ed esaltare i riflessi di Suzuki che, al 23′, impedisce il raddoppio.
Col passare del tempo, i nerazzurri trovano le contromisure all’inaspettato piano tattico proposto da Chivu, trovano fluidità ed efficacia nelle (spettacolari) rotazioni posizionali e impongono la netta superiorità tecnica sul match; così si creano i presupposti che, al 30′, quasi mandano Darmian alla doppietta, ma il suo tiro al volo finisce altissimo.
Ci si avviava tranquillamente all’intervallo, senza che l’Inter desse la sensazione di forzare (eccezion fatta per una rovesciata di Martinez, bella e inefficace), ma il Parma, e Almqvist, ci mettono del loro: al 45′, la linea crociata sbaglia il fuorigioco, con lo svedese che da solo tiene in gioco 5 avversari, sul passaggio elementare per Mkhytarian; Thuram, lisciando, prova a sbagliare il gol più facile, ma ancora Almqvist, seppur generoso, leva ogni dubbio e se la butta dentro da solo.
LA MANO DI CHIVU L’insoddisfazione di Chivu si manifesta sotto forma dei tre cambi che aprono la ripresa: fuori il sempre avulso Man e il deleterio Almqvist, un mezzo disastro schierato a tutta fascia. Entrano Bernabé, Pellegrino e Leoni, per passare a un più franco 5-3-2, con Del Prato largo a destra. Da segnalare nei primi 10′ della ripresa sono soltanto le sostituzioni: entra anche Ondrejka, per Sohm, ridisegnando il Parma con un 3-4-2-1 molto fluido. Insieme a una rilassatezza, eccessiva e imprudente, dell’Inter, la mossa è decisiva: Pellegrino, prima dell’assist di Bonny, avvia l’azione sulla quale Bernabé trova il suo primo gol in Serie A, da fuori area. Il Parma e il Tardini si galvanizzano e, con loro, Ondrejka. L’Inter resta negli spogliatoi, i cambi non sono all’altezza delle riserve; sta di fatto che, al 69′, arriva anche il primo gol in A di Ondrejka. Grande merito per il pareggio va anche a Pellegrino, che per la seconda volta lavora alla grande un pallone, di schiena contro Bisseck, servendolo allo svedese; tiro deviato e 2-2, in meno di 600″.
Il pari non scuote più di tanto l’Inter, che riprende campo e gioco, ma le occasioni latitano e i nerazzurri sembrano in riserva. Quando scatta il recupero, la chance l’avrebbe al Parma su una transizione condotta perfettamente, su cui ancora Pellegrino si fa trovare pronto, calciando in estirada fuori di un soffio.
PARMA – INTER 2-2
Reti: pt 15′ Darmian, 45′ Thuram; st 15′ Bernabé, 24′ Ondrejka
PARMA (5-3-2): Suzuki; Almqvist (1′ st Leoni), Del Prato, Valenti, Vogliacco, Valeri; Keita, Hernani (1′ st Bernabé), Sohm (9′ st Ondrejka); Man (1′ st Pelelgrino), Bonny (33′ st Camara).
A disposizione: Marcone, Corvi, Balogh, Estevez, Løvik, Hainaut, Djuric, Haj Mohamed. Allenatore: Cristian Chivu
INTER (3-5-2): Sommer; Bisseck, Acerbi, Bastoni (1′ st Carlos Augusto); Darmian, Asllani (36′ st Arnautovic), Calhanoglu (20′ st Frattesi), Mkhitaryan, Dimarco (14′ st Zalewski); Thuram, Lautaro (20′ st Correa).
A disposizione: Di Gennaro, Martinez, De Vrij, Pavard, Re Cecconi, Berenbruch, Topalobic. Allenatore: Massimiliano Farris (Simone Inzaghi squalificato)
Arbitro: sig. Daniele Doveri di Roma 1
Assistenti: sig. Lo Cicero di Brescia e sig. Di Gioia di Nola
VAR e AVAR: sig. Mariani di Aprilia e sig. Meraviglia di Pistoia
Note: stadio Ennio Tardini, spettatori totali 22.126 (di cui 13.151 abbonati e 3.500 ospiti), per un incasso totale di 401.538,09 €. Ammoniti: al 28′ pt Almqvist (P) per gioco falloso, al 12′ st Dimarco per gioco falloso, al 44′ st Zalewski (I) per gioco falloso, al 47′ st Del Prato (P) per gioco falloso. Corner: 2-4 (0-2). Recupero: pt 1′; st 5′.
