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Pensieri Ovali

Prove tecniche di Celtic League: la prossima?

Prove tecniche di Celtic League: la prossima?

Viadana porta un buon pubblico al Giglio ma una rondine non fa primavera: in campo è sceso il generale inverno.

Qualcuno, ogni tanto, si chiederà: “Ma che ci andiamo a fare in Europa?” La solita serie di magre con un tris di legnate (Viadana, Rovigo e Roma) imbarazzanti ed avvilenti. Personalmente ero convinto che avrebbe vinto la Rugby Parma, l’avevo data vincente di cinque!, ed ero fiducioso su una possibile vittoria del Petrarca o che quanto meno potesse strappare un punto.
Dici Europa, pensi Celtic League. Qualcuno forse non ricorda che in quel famoso comunicato del 26 Marzo (http://www.magnersleague.com/news/3097.php ) emesso dal chairman della Celtic League, John Hussey, circa la “disponibilità” (in principle, scriveva Hussey) all’ingresso delle due italiane nella competizione ad uso e consumo celtico, vi era, tra le condizioni, il “playing standards”. Va da sé che anche quest’anno l’italico standard è sempre basso. Al di là delle differenze sostanziali (Toulon, Racing Metro ’92, London Wasps, Ospreys, Leicester e compagnia bella sono “hors catégorie”, come definiscono quelli del Tour certi gran premi della montagna) forse c’è qualcuno che in trasferta ci va per fare una gita. I 50, 60 punti si ripetono spesso e a turno ha riguardato chiunque si è affacciato al proscenio europeo. Intanto ci prendiamo fior di quattrini, perché forse a qualcuno interessa solo quello.
Occorre però soffermarsi sulla partita che più di tutte incuriosiva per incarnare in sé il prototipo dell’antipasto Magners League futura: Viadana-Ospreys.
Per l’occasione stadio con la s maiuscola, il Giglio di Reggio Emilia. 8.000 persone circa possono essere un successo, ma sabato era la straordinarietà. Successo che però evapora di fronte alla ridicolizzazione avvenuta in campo. D’accordo, quelli non erano i veri Aironi, erano piuttosto dei Tarabusi; con quelli veri come sarebbe finita invece 12-35? O avremmo giocato una grande partita difensiva di Mallettiana recente memoria perdendo solo 7-20?
A rincarare la dose ci pensano le parole del boss degli Ospreys, Hore, riportate dal Corriere dello Sport “i patti erano chiari. L’Italia deve portare uno sponsor e un contratto televisivo. Allo stato non vediamo né l’uno né l’altro e dunque non credo che ci siano i presupposti per l’ammissione delle due franchigie italiane”. Dichiarazioni che fanno il paio con quanto dichiarato da Gordon McKie, capo della Scottish Rugby Union, non più tardi di un mese fa (scozzesi che tra l’altro non vedono l’ora di far saltare il tutto).
E’ un po’ la scoperta dell’acqua calda, ma da qui a Gennaio potrebbero cambiare le cose e far ricredere lor signori (sarebbe d’uopo per non fare un’altra solenne figura dopo quella del cambio di franchigia) che con la pecunia passerebbero probabilmente sopra ad altro.
Qui non si tratta di essere contro l’ingresso in Magners League; ben venga, così come è stato benvenuto l’ingresso nel 6 Nazioni, ma per quest’ultimo vi è stato un percorso di crescita, percorso che si è poi interrotto e sta piano piano ricominciando ora con le Accademie. D’accordo: solo confrontandosi frequentemente con i più grandi si può crescere, ma noi con i più grandi ci confrontiamo tutti gli anni in Heineken Cup e continuiamo a prenderle di santa ragione. Noi dovevamo e dobbiamo unire le forze: il discorso Celtic va in questa direzione, ma, a mio avviso, con modalità e tempistiche sbagliate. Si è perso tempo negli ultimi anni, abbiamo smesso gli umili panni ed il “federalismo” ci ha bloccati. Il rugby italiano vuole svoltare, io mi auguro ce la faccia perché lo merita.

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