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Eccellenza gir. A

Razzismo, Daffe non ci sta: «Ferita aperta, non farò più finta di nulla»

Razzismo, Daffe non ci sta: «Ferita aperta, non farò più finta di nulla»

La brutta pagina di calcio scritta ieri pomeriggio a Bagnolo in Piano, nel match Bagnolese-Agazzanese, sta facendo il giro d’Italia. Ve lo avevamo raccontato ieri sera, nel nostro Focus Eccellenza (clicca qui): il portiere senegalese della squadra piacentina Omar Daffe (classe 1982) – volto noto anche nella nostra provincia per i suoi lunghi trascorsi in molte squadre, tra cui Salsomaggiore, Colorno e Biancazzurra – al 25′ del primo tempo s’è sfilato i guantoni e ha lasciato il campo volontariamente dopo gli insulti razzisti piovuti dagli spalti del “Fratelli Campari”.
Vi lasciamo immaginare quale possa essere stata la squallida frase, pronunciata da un isolato imbecille, a far scatenare l’ira del numero uno dell’Agazzanese; la squadra, in seguito all’espulsione di Daffe (chi abbandona il campo senza l’autorizzazione dell’arbitro incappa in un cartellino rosso, ndr), ha deciso di non voler più proseguire l’incontro. L’arbitro, dopo diversi minuti, ha decretato la fine del match, sospendendolo con un triplice fischio. Tutto ora è rimesso nelle mani del giudice sportivo, che probabilmente sarà costretto ad applicare la legge e ad infliggere ai piacentini la sconfitta a tavolino per abbandono del campo.

In attesa che la Bagnolese si dissoci dal becero episodio che ha riguardato uno dei propri sostenitori, dopo la mancata presa di posizione del presidente Manfredini (clicca qui), ci piace invece sottolineare l’esemplare comportamento di solidarietà tenuto dai giocatori della squadra della val Luretta, che in un momento così delicato non ha lasciato da solo il compagno Omar Daffe. Un giocatore che, per altro, da sempre è in prima linea per risolvere problematiche sociali e sostenere i più bisognosi (Daffe è il presidente e il fondatore del progetto Senegol, ndr).

A un giorno dall’accaduto abbiamo sentito il portiere senegalese, vittima di questo triste episodio. Daffe, ai microfoni di SportParma, si è detto ancora turbato da quanto accaduto e ancor più ferito dal giustificazionismo del club reggiano.

«Purtroppo sono ancora scosso e amareggiato. La persona che mi ha rivolto l’insulto ha preso a pretesto un leggero scontro di gioco con un loro attaccante» ha spiegato Daffe, che poi ha proseguito dicendo: «Quando ho sentito il loro presidente, Manfredini, giustificare e minimizzare l’accaduto ho capito che non ci sono più speranze. Gioco in Italia dal 2004 e ne ho sentite sempre di cotte e di crude. Non è la prima volta, ma questa è stata un’ulteriore ferita e ho deciso istintivamente di non fare più finta che non fosse successo nulla. Non me la sento di sentirmi offendere per il colore delle mia pelle né in altri modi».

 

(In copertina, Omar Daffe con la maglia dell’Agazzanese – Foto SportParma)

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