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L’umiliazione di un pignoramento, l’udienza del 19 marzo e le promesse di Manenti

L’umiliazione di un pignoramento, l’udienza del 19 marzo e le promesse di Manenti

La parola caos non è più sufficiente a riassumere la situazione di casa Parma. Ogni giorno succede qualcosa e quasi sempre si tratta di eventi negativi. Eventi che spuntano come funghi. Ieri mattina, ad esempio, è arrivata l’ennesima umiliazione: poco dopo le 10, infatti, l’ufficiale giudiziario si è presentato al centro sportivo di Collecchio per sequestrare tre furgoni e un automobile, un’Alfa Romeo 147. Nei giorni scorsi erano stati sequestrati anche alcuni attrezzi all’interno della palestra. Il motivo? Un debito di circa 100mila con Equitalia che il presidente Manenti ha battezzato come inevitabile, perché si trattava di una situazione regressa. Ma pur sempre di umiliazione si tratta. L’insolvenza e l’intervento dell’ufficiale giudiziario, infatti, sono una vergogna per una famiglia povera e in difficoltà, figuriamoci per una società di calcio che maneggia milioni di euro. Chi prova a sminuire questo aspetto o a sostenere il contrario (negli ultimi anni in Italia gli esempi si sprecano) non ha più quel senso civico che dovrebbe essere alla base di ogni paese democratico.
Non voglio insegnare niente a nessuno, ma la dignità è un’altra cosa e Manenti dovrebbe averlo imparato dalle precedenti esperienze (vedi Brescia). Comunque, a parte i soldi che non arrivano e i conseguenti punti di penalizzazione, nelle ultime ore è spuntata un’altra grana per il povero Parma: il tribunale di Parma ha chiesto il fallimento del club crociato il 19 marzo, infatti, presso il tribunale di Parma è prevista l’udienza per alcuni debiti con l’Erario. La somma non è chiara, ma fonti interne al palazzo di giustizia confermano l’esistenza del procedimento a carico del Parma su richiesta dei pm Giuseppe Amara, Umberto Ausiello e Paola Dal Monte. Per evitare una “morte” anticipata il Parma dovrà saldare l’intero debito prima del 19 marzo.
E’ lennesima tegola di una stagione piena di bugie, controsensi e promesse
non mantenute. In attesa del “miracolo” Manenti.

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