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Prima Categoria gir. B

Il Marzolara non ci sta: «Calestanese, noi ci siamo adeguati…»

Il Marzolara non ci sta: «Calestanese, noi ci siamo adeguati…»

Il primo faccia a faccia sportivo della stagione ancora non è avvenuto, ma tra Marzolara e Calestanese è già derby fuori dal campo. La rinuncia al match di Coppa della compagine blu-granata – come era lecito immaginarsi – ha lasciato strascichi e negli ultimi giorni a prendersi gli onori della cronaca, anziché le possibili gesta dei protagonisti sul rettangolo di gioco, sono state le polemiche.
In particolare, a surriscaldare il clima sono è stato un articolo pubblicato nell’edizione di sabato 26 settembre dalla Gazzetta di Parma, nel quale non erano state risparmiate le critiche da parte del club di Calestano nei confronti dei cugini bianco-blù, rei di non aver accettato la richiesta di un posticipo al 7 ottobre della gara in programma per la corsa domenica. «Il Marzolara vuole sempre fare diverso dagli altri – questo il commento del presidente della Calestanese Giuliano Bruschi (raccolto dal giornalista L.C. del quotidiano cartaceo parmigiano, ndr) -. È vero, noi ci alleniamo solo da una settimana, ma proprio per questo motivo non ho voluto che si giocasse la Coppa perché per me viene prima la salute dei nostri ragazzi, poi il resto. Abbiamo infatti cortesemente chiesto al Marzolara di spostare la partita al 7 ottobre, ma il loro direttore sportivo ci ha risposto “per noi non va bene”. A quel punto abbiamo telefonato al presidente del Crer Braiati per evidenziare questa situazione, e comunicare la nostra rinuncia alla Coppa, con tanto di 300 euro di multa. Sono sempre più convinto della scelta fatta perché prima di tutto voglio tutelare la salute dei miei ragazzi. Già alla riunione in Federazione avevamo espresso parere negativo sulla Coppa».

Le risposte del Marzolara – che già si era espresso, nel sopracitato articolo, attraverso le parole del dg Mauro Barbuti – alle accuse dei cugini di Calestano arrivano direttamente alla nostra redazione. «Il Calestano tiene alla salute dei suoi tesserati, ma questo non vuol dire che noi non teniamo alla salute dei nostri» la replica del presidente Salvatore Ignozzi. «A rinunciare sono state solo due società – continua il numero uno biancoblù -, non siamo noi che siamo andati controcorrente. Io non voglio fare nessuna polemica col Calestano, ma non voglio che passi il messaggio che la mia società non ha a cuore la salute dei suoi giocatori e dei suoi dirigenti. Noi abbiamo fatto le cose per bene da inizio settembre per farci trovare pronti all’appuntamento».
Max Ravanetti, vice allenatore e consigliere societario della squadra della val Baganza, ricorda inoltre che il Marzolara, nonostante tutte le incertezze e le difficoltà, ha provato ad attrezzarsi per non arrivare impreparato al match di Coppa: «Noi tutt’oggi ci rimettiamo a quello che è il protocollo, il quale dice che in determinate condizioni si può giocare. Abbiamo iniziato ad allenarci tre settimane fa, cercando di far lavorare i nostri giocatori in sicurezza. Sono stati gli altri a decidere di non partire. Noi settimana prossima finiremo di costruire un terzo spogliatoio che ci consentirà di disputare le partite casalinghe nel nostro impianto. Noi non poniamo giudizi su quello che fanno gli altri».

L’impressione è che in questa vicenda le ragioni campanilistiche abbiano preso il sopravvento sulle decisioni stabilite nella riunione di fine agosto tra i club di Prima Categoria e i vertici del Crer. La posta in palio, stavolta, andava oltre il risultato del campo: dopo lunghi mesi di assenza, il calcio doveva e poteva tornare a essere il protagonista delle nostre domeniche, nell’interesse comune di un intero movimento. Che ci sarebbero state oggettive difficoltà logistiche, a causa dell’emergenza Covid-19, era comprensibile e da mettere in conto; che si potesse perdere una partita o fare una brutta prestazione sul campo, perché fermi da troppo tempo, pure. Ma che si contravvenisse agli oneri comportati da un’iscrizione e nascondersi dietro sterili polemiche anche no: questa era una pagina di cui il calcio parmense non aveva bisogno.

 

(In copertina, il gruppo del Marzolara durante la presentazione estiva – © Foto SportParma)

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