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Adriano Malori al Tour de France: Un sogno che si avvera. Videointervista

Adriano Malori al Tour de France: Un sogno che si avvera. Videointervista

Il giovane ciclista, al suo primo anno da professionista, dopo il terzo posto nella cronometro della settimana tricolore, può gioire: la sua squadra, la Lampre, ha confermato la decisione di schierarlo nella corsa a tappe più importante del mondo.

Con Adriano Malori ti daresti del tu anche se lui fosse il presidente dell’universo ed anche perché è un ragazzo alla mano, disponibile e serio quanto basta per farsi rispettare. A lui durante le corse danno del signore, il signor Malori per i formali giudici di gara ed organizzatori.

Adriano però, onorato comunque di questa reverenza, fin da giovanissimo ha sempre desiderato di sentirsi chiamare “monsieur Malori” dalla gente francese. Non gente qualunque, ma dagli organizzatori del Tour de France, perché a quel punto significava partecipare finalmente alla gara d’oltralpe.

Per la verità aveva avuto un assaggio di come poteva suonargli quell’appellativo da dilettante quando aveva corso il Tour de l’Avenir e quest’anno ad inizio giugno durante il Giro del Delfinato, antipasto frugale e naturale del più pantagruelico Tour, anche se non è mai stata la stessa sensazione.

La Grande Boucle per Adriano (il grande ricciolo che ora fa da contrasto con il suo new look da marines creato per l’occasione) è sempre stata la gara dei suoi sogni ed ora, dopo che si è pizzicottato per constatare la straordinaria realtà, può coronarli considerando anche che la correrà da neoprofessionista.

Il 30 giugno il 22enne ha raggiunto i suoi compagni della Lampre-Farnese Vini (gli altri iscritti saranno Grega Bole, Damiano Cunego, Mauro Da Dalto, Francesco Gavazzi, Danilo Hondo, Mirco Lorenzetto, Alessandro Petacchi e Simon Spilak) e l’Olanda da cui il Tour de France partirà da Rotterdam con un crono-prologo di 8,9 km, meno toboga di quello di Amsterdam all’ultimo Giro e più veloce di quello di Evian-les-Bains al Delfinato, dove il ragazzo di Traversetolo cercherà di ottenere subito un buon risultato, soprattutto per il morale.

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In questa avventura a spasso per l’Hexagone (soprannome della Francia vista la forma geografica del paese), Malori non si farà mancare nulla: dopo i canali e i mulini a vento olandesi tipici dell’Amstel Gold Race, le cote valloni della Liegi (alla 2a tappa si arriverà a Spa), il Tour entrerà in Francia dalla porta principale, quella di Arenberg, celebre per la sua affascinante ma infernale foresta durante la Roubaix, dopo aver resistito a 7 settori di pavè per quasi 15 km che potrebbero già compromettere la classifica e le sperenze di qualche favorito.

Insomma Malori alla 3a tappa starà correndo effettivamente il Tour ma avrà già disputato 3 classiche monumento del Nord e ci crediamo sulla parola che tornerà comunque con un bagaglio d’esperienza decisamente più ampio.

Prima di partire in aereo da Bologna, Adriano sostenenva con il sorriso sulle labbra che dopo questi 3 giorni avrebbe avuto già mezzora di ritardo in classifica ma probabilmente respirerà un po’ alla 4a tappa, di 153 km, quando vedrà in lontananza la sagoma della splendida cattedrale gotica di Notre-Dame di Reims per una frazione sulla carta più tranquilla e che preannuncerà altre 2 tappe di pianura.

Da lì in avanti sarà normale amministrazione, si fa per dire, che ha già affrontato di petto nei brevi giri a tappe (Coppi&Bartali, Turchia, Romandia, Baviera e Delfinato) che ha corso fino ad oggi e che lo hanno svezzato ai ritmi più alti, a distanze e salite più lunghe.

Da sabato 10 luglio si inizierà davvero a fare sul serio, con i monti del Giura ed il traguardo sull’altopiano di Station des Rousses che anticiperanno le Alpi ed il primo arrivo in salita di Morzine-Avoriaz il giorno dopo.

Il 12 luglio Adriano ed il resto della carovana godranno finalmente del primo giorno di riposo in Alta Savoia e all’indomani ripartiranno per il tappone alpino di 205 km che terminerà a Saint-Jean de Maurienne con l’interminabile Col de la Madeleine posta a 30 km dalla fine.

La festa nazionale francese verrà celebrata con una tappa di media montagna che scatterà da Chambery, in onore del 150° anniversario dell’annessione della Savoia alla Francia e si concluderà a Gap, mettendo fine anche al capitolo riservato alle Alpi.

Giovedì 15 luglio il nostro Adriano potrebbe incontrare qualche conterraneo visto che l’11a tappa partirà da Sisteron, paese gemellato con Fidenza, mentre il giorno dopo potrebbe anche lavorare sodo magari per consentire a Cunego di mettere il sigillo nella tappa in cui il Tour “atterrerà” ai 1000 metri del Massiccio Centrale ed in particolare sulla pista aeroportuale di Mende, posta alla fine della cote dedicata a Laurent Jalabert (3 km al 10% medio) che qui colse una fantastica vittoria nel ’95 nel giorno della Bastiglia.

Chilometro dopo chilometro, Malori scoprirà anche i Pirenei che andranno in scena il 18 luglio quando la 14a tappa finirà ad Ax-3-Domaines dopo 185 km per il 2° arrivo in quota e che, con un giorno di ritardo, renderanno omaggio sul Col de Portet d’Aspet alla stele di Fabio Casartelli, l’olimpionico su strada ’92 che scomparse tragicamente 15 anni fa in discesa contro un paracarro.

Il tappone pirenaico si snoderà il 20 luglio da Bagneres de Luchon verso Pau e Malori salirà sull’ottovolante giallo per bypassare nell’ordine gli asfalti ruvidi e ripidi di Peyresourde, Aspin, Tourmalet, Soulor ed Aubisque per una corsa di 199 km, che dopo un giorno di meritato riposo, il 22 luglio si ripeterà quasi al contrario scalando Marie Blanque ed ancora Soulor e Tourmalet, su cui sarà posto il terzo ed ultimo arrivo in salita.

Se Adriano sarà riuscito a digerire le montagne russe dei Pirenei, allora inizierà a scorgere anche il ferro ed i bulloni della Tour Eiffel, non prima di aver macinato le tappe girondine di Bordeaux e di Pauillac, sede della crono di 52 km, dove i big della classifica generale cercheranno di darsi le ultime spallate per ipotecare la vittoria finale e dove Malori cercherà invece di testarsi sulla sua specialità con le ultime gocce di energia.

A quel punto per tutti sarà ora di pensare a casa e l’avventura di Malori e combriccola sarà giunta al termine con la 20a ed ultima tappa di Parigi (con appena 102 km la più corta in assoluto degli ultimi 20 anni) condita da 8 giri del circuito dei Campi Elisi ed Arco di Trionfo che saranno teatro del classico carosello di fine Tour de France, a cui Adriano, in queste 3 settimane, avrà provato a dare del tu.

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