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Luca Dodi: Professionista per mio padre. Intervista, Parte 1a

Luca Dodi: Professionista per mio padre. Intervista, Parte 1a

Prima parte dell'intervista in tre puntate ad un protagonista delle due ruote parmensi. Ne è passato del tempo da quando Luca Dodi è salito in bici e soprattutto di strada, il ragazzo, ne ha fatta tanta. In tutte le categorie. E tanta ne vuole fare ancora, perchà© per lui ora inizia una nuova carriera, perchà© dopo tutta la trafila tra i “dilettanti” è riuscito finalmente a passare nella categoria che conta, il professionismo.

Luca, classe ’87, non ci passa con le stigmate del predestinato, nonostante uno straordinario esordio tra gli Under 23, ma con le doti di colui che ha dovuto combattere malanni fisici e sfortune con grande costanza e insuperabile carattere, come gli aveva insegnato il padre Giuseppe, suo primissimo e genuino tifoso.

E proprio nel nome e in memoria del padre, scomparso lo scorso 5 giugno poco prima di una delle tantissime gare in cui seguiva il figlio, Luca approda tra i “big”, completando la rincorsa al suo, anzi al loro sogno, mettendo la freccia per sorpassarlo e renderlo fin da subito una bellissima e stimolante realtà.

Dodi, dopo le ultime 2 stagioni corse tra i dilettanti con il Team Idea, nel 2012 correrà ancora con lo stesso sodalizio che quest’anno, per volontà di patron Pier Gaffuri, ha “raddoppiato” costituendo anche la formazione “continental” Team Idea Conad, presentata ufficialmente lo scorso 20 gennaio a Milano.

Come team manager Davide Boifava (in passato direttore sportivo tra gli altri di Roche nell’87, annata magica per l’irlandese, di Chiappucci, di Pantani e di Basso) e come direttore sportivo Mario Manzoni (ex gregario di Bugno e Pantani): Luca avrà due figure importanti e di navigata esperienza a cui chiedere consigli per crescere ancora.

Così, durante questa intervista, il viaggio virtuale nel nuovo mondo di Luca Dodi parte dalla fine andando a ritroso nel tempo, spaziando dai prossimi obiettivi ai vecchi ricordi, dalle differenze degli allenamenti al desiderio di spaccare il mondo all’esordio tra i prof, dall’essere un esempio per i giovani corridori della sua terra al ritrovare in gruppo il conterraneo Adriano Malori con il quale ha sempre “battagliato” fin da giovanissimo, sfatando infine anche il mito che li vuole solo rivali, anziché buoni amici.

Avventure passate e viaggi futuri che Luca, nel nome e in memoria del papà Giuseppe, è pronto a raccontare in sella alla sua bici.

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