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Antonini: Il primo posto di Parma è un successo del sistema. Uno stimolo a non mollare

Antonini: Il primo posto di Parma è un successo del sistema. Uno stimolo a non mollare

Il responsabile dell'Agenzia provinciale per lo sport della Provincia di Parma è sinceramente soddisfatto del risultato ottenuto dallo sport a Parma con una valutazione che vede nel "premio" uno sprone a non dormire sugli allori.

“Sono estremamente felice che sia uscito un risultato di questo tipo – afferma Antonini – anche a fronte di quella che è la situazione attuale del mondo dello sport a Parma. Lo considero uno stimolo a non mollare. E’ vero che è una valutazione dello scorso anno, ma è anche vero che chi ha vissuto lo sport a Parma e provincia l’anno scorso so che c’erano voglia a fare di tutto per mantere alta l’attenzione sullo sport”.

Il riferimento a “Parma Città Europea dello Sport 2011” che ha coinvolto i principali enti, federazioni e società, oltre a tutto il movimento di base è chiaro così come l’obiettività con cui si valutano le “critiche” affinchè non ci si abbandoni a facili entusiasmi.

E quindi una risposta anche a Cinzia Mainardi, delegato provinciale CIP, che su SportParma ha sottolineato le tante problematiche ancora irrisolte: “Concordo con Cinzia – afferma Antonini -, c’è tanto da fare in generale per gli impianti, però la soddisfazione di partire da un giudizio neutro come quello del Sole 24 ore (che mi aveva comunicato un posizionamento tra i primi 5 e non primi assoluti) è grande. Le sfide sono tante, la cosa importante è partire da questo dato per tenerci in squadra e in rete per mantenere il più possibile i risultati”.

Ed’è la “rete” entro cui si sono mossi tutti gli attori responsabili di questo risultato positivo ad aver dato i frutti sperati: “Un lavoro di squadra e tutti assieme”. E Antonini ha anche una risposta a chi non è “soddisfatto”: “Bisogna valutare che la valutazione è stata fatta non su un singolo evento o una singola squadra, ma sull’intero sistema. Il fatto di aver perso la Pallavolo femminile in A1 e di non avere nuovi impianti forse ci farà scendere ad alto livello, ma quello che non possiamo permetterci – conclude – è scendere con lo sport di base, quello si da mantenere ai massimi livelli”.

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