Parma Calcio
Chiacchiericcio e veleni incontrollabili

Il chiacchiericcio continua inesorabile, sui social network, nei bar, su Whatsapp e nei posti più impensabili. Tutti a chiedersi come e perchè Parma-Ancona sia finita sotto la lente di ingrandimento dei magistrati (e non solo) e come sia possibile che, sabato scorso a Bassano (seconda sconfitta consecutiva), la squadra non abbia avuto la forza di reagire dopo i veleni degli ultimi giorni. Una valanga di sospetti su giocatori e squadra, ma anche di difese ad oltranza verso il Parma e i suoi interpreti. Intanto sul web (un po’ ovunque) continuano a circolare le foto delle ricevute di scommesse vincenti su Parma-Ancona, alcune delle quali con il risultato esatto (0-2). Scommesse da 10, 20 e 30 euro giocate non solo a Pozzuoli e dintorni. Su questo argomento pare che il club crociato sia sia rivolto alla polizia postale per risalire all’identità degli “scommettitori” e capire perché stiano continuando a diffamare il Parma.
Voci incontrollate e accuse ai giocatori infondate, tutte senza uno stralcio di prova o verifica. Solo illazioni e ulteriori veleni, un classico del made in Italy, che minano la credibilità di un spogliatoio e di un intero campionato. Fermarle non è cosa semplice, ai limiti dell’impossibile, intanto le indagini dei carabinieri di Napoli riprenderanno nelle prossime ore, dopo la sosta pasquale. E la speranza è che che nel giro di poco tempo si possa arrivare a conoscere un briciolo di verità, per dissipare nubi e sospetti che rischiano di travolgere il Parma a poche settimane dall’inizio dei playoff. Indagini che, inoltre, mirano a verificare l’esistenza di un collegamento tra Parma, Ancona e Napoli.
E’ bene ricordarlo, al momento non ci sono indagati e/o sospettati, ma il flusso anomalo di scommesse e vincite (quasi tutte sotto i 3mila euro) hanno fatto raddrizzare le antenne degli inquirenti e dell’Antimafia, perchè tra le tante piste che si stanno seguendo c’è anche quella del riciclaggio di denaro sporco da parte di clan collegati alla camorra.
La valanga di fango continua…
