Calcio Serie A
Manenti, il grande bluff sta per finire

Il grande bluff sta per finire. Domani, infatti, scade il termine ultimo per presentare in in Procura il piano salva Parma (il 19 marzo la prima udienza del processo fallimentare a carico del Parma Fc). Il presidente Giampietro Manenti promette mari e monti, ma fino ad oggi non ha tirato fuori un euro e tutte le promesse fatte sono cadute nel vuoto. Una montagna di balle e problemi che hanno impedito all’imprenditore lombardo di concludere l’operazione. Un mese e mezzo di parole e scene ridicole tanto da far sorgere più di un dubbio sui reali motivi del suo arrivo in Emilia. Sceneggiate che hanno tenuto in scacco un’intera città, compresi i dipendenti della società (anche i giocatori) che forse un po’ ingenuamente hanno riposto in Manenti troppe speranze.
Anche la magistratura sta cercando di scoprire i motivi per cui Manenti ha acquistato il Parma ad un euro. Fino ad oggi è un bluff colossale, con risvolti anche grotteschi, perché al momento il presidente crociato non ha tirato fuori un euro, anzi ha “scroccato” macchine e cibo.
Il piano da presentare in Procura richiede non solo un progetto credibile ma soprattutto la dimostrazione pratica dell’esistenza dei soldi. Come è noto, il Parma ha un buco in bilancio di 97 milioni di euro, 50 di questi sono debiti sportivi.
Il tempo è scaduto, la speranza pure, la ridicola esperienza di Manenti alla guida del Parma è quasi finita. Altre 24 ore di attesa.
