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Calcio Dilettanti

IL PAGELLONE di Serie D, Eccellenza e Promozione ’23/’24

IL PAGELLONE di Serie D, Eccellenza e Promozione ’23/’24

Terminato il breve post season che vedeva poche compagini nostrane coinvolte, per le squadre parmensi arriva il tanto temuto momento dei bilanci e dei voti alla stagione 2023/2024.

Come di consueto, torna l’appuntamento di fine stagione con il pagellone di SportParma riservato a Eccellenza e Promozione, oltre che alla Serie D, dove nella prossima stagione, dopo tre anni consecutivi, non figurerà più una nostra rappresentante: la deludente retrocessione del Borgo San Donnino, se non altro, va ad implementare la pattuglia di parmensi in Eccellenza, dove si sono riconfermate Colorno, Fidentina e Salsomaggiore. Molto negativo, invece, il resoconto della Promozione, abbandonata da Real Sala Baganza, Il Cervo e Noceto e con un Felino su cui incombono nubi molto scure. Ma dalla Prima Categoria, per fortuna, ci sono tre neopromosse (Fidenza, Terme Monticelli e Sorbolo Biancazzurra) pronte a riaffacciarsi nel campionato superiore.

Ecco i voti che sanciscono i promossi e bocciati di fine stagione per il primo di due appuntamenti da non perdere. Domenica toccherà alle pagelle di Prima Categoria.

Le pagelle sono a cura di Lorenzo Fava.


SERIE D

borgosandonnino Borgo San Donnino: 4
Inutile nasconderci: la seconda esperienza in Serie D del San Donnino è stato un salasso ben peggiore rispetto alla prima volta. Repetita non iuvant, verrebbe da dire: gli errori di due anni fa si sono inspiegabilmente reiterati e, alla fine, sono stati pagati a caro prezzo. Controproducente la mossa di tenere Rastelli senza il blocco degli scudieri con cui aveva vinto l’Eccellenza tanto quanto la decisione di mandarlo via (nonostante uno scarno bottino di 1 vittoria in 6 partite) per assumere un mister che era la sua nemesi: dal calcio offensivo si è passati al “catenaccio” del toscano Vangioni (2 vittorie, 7 pareggi e 9 sconfitte), sotto la cui gestione di 19 turni si sono segnati 18 gol e incassati 30. Ovviamente, con il nuovo condottiero, a dicembre, si era consumata la solita rivoluzione sul mercato, con tante figurine appiccicate per poi essere ben presto staccate dall’album dei ricordi. Stanco della situazione, al netto anche degli onerosi investimenti fatti, il presidente Magni, dopo il ko con l’Imolese alla 24ª giornata – che aveva fatto sprofondare Abelli e soci a -13 dal 13° posto, l’ultimo playout disponibile –, ha preso in mano la situazione, “decapitando” le teste di ds e allenatore e ri-affidando la panchina a Baratta, che ha restituito un epilogo quantomeno dignitoso, quasi miracoloso. Con il guru fidentino, che fu artefice della prima promozione del Borgo in Serie D, infatti, sono arrivati 9 punti nelle successive 9 gare: sarebbero stati 12 in 10, se il grottesco caso-Pistoiese – che ha visto estromettere una compagine a tre turni dalla fine, proprio quando i fidentini stavano avvicinando l’obiettivo (minimo) playout – non avesse falsato il torneo. Tuttavia, i 4 punti buttati al vento nei due match consecutivi contro Sant’Angelo e Corticella hanno reso vano il sentivo di rimonta nell’appendice finale che, con soli 35 punti all’attivo, non ha riservato l’agognato post season. Fiasco. 


ECCELLENZA

colorno Colorno: 6
Nelle nostre previsioni pre-campionato la compagine gialloverde, reduce da una pesante restaurazione dirigenziale prima ancora che tecnica, partiva nei primissimi blocchi della seconda fascia, dietro le “fab four” (che poi si sono rivelate tali) e a un paio di consolidate avversarie (Agazzanese e Castelfranco). Nonostante le novità, la squadra affidata al promettente e debuttante Galli (già vincitore della Promozione da mister in pectore del Tonnotto San Secondo) aveva tutte le carte in regola per fare bene e, in parte, così è stato: 22 punti e 8° posto al termine dell’andata, 6 in più nel ritorno concluso alla 6ª posizione. Il 5° posto, valevole la novità dei playoff, non è mai stato però a portata di tiro: gli investimenti economici fatti sul mercato dal “plenipotenziario” Gherardi hanno permesso ai rivieraschi di togliersi qualche soddisfazione e vedere al “Comunale” anche giocatori di un certo calibro (Renzetti arrivato direttamente dal Modena e l’ex Correggese Carrasco, tanto per dirne due), oltre a un insaziabile – vero, Borgo? – bomber Delporto (20 gol). In tutto questo, è mancato un po’ di poesia, tant’è che «la festa appena cominciata è già finita. Il cielo non è più con noi». Essenziale.


salsomaggiore Salsomaggiore: 6,5
«Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco». Doveva essere salvezza e salvezza è stata, anche se non così tranquilla come si pensava dopo una partenza che aveva fatto pensare a un’annata da parte sinistra della classifica. Il debuttante Ghia, salsese doc alla guida, sembrava aver iniziato col piede giusto con 12 punti nelle prime 5 giornate che si sono rivelati una buona scorta di legna per i mesi più freddi. Al giro di boa i gialloblù ci sono arrivati con 22 punti, ma subito dopo il crollo delle temperature è stato vertiginoso: 4 punti in 6 partite nel 2024 e nessun gol all’attivo negli ultimi 360′ della gestione Ghia, costretto a rassegnare le dimissioni dopo la 23ª giornata. Nella scelta del successore ha influito il parere del ds Nani che, con un colpo a sorpresa, ha convinto l’ex Parma Apolloni a rimettersi in gioco: quando la lotta sembrava essere diventata talmente serrata da far sembrare inevitabile l’ennesimo playout – complice anche una rosa divenuta cortissima dopo le partenze sul mercato di dicembre avallate dal predecessore – il nuovo allenatore è stato capace di alzare la media, aggiungendo alla classifica i 16 punti necessari a raggiungere la salvezza, di cui bomber Fanti (11 gol) è stato uomo-copertina. Tanto memorabili quanto imprevedibili le vittorie su Formigine e Terre di Castelli, oltre al 2-2 strappato alla Correggese. Trapattoni.


fidentina Fidentina: 7
Inizio peggiore non si poteva immaginare: ko per 0-3 nel derby col Salso all’esordio e immediate dimissioni di Montanini per «motivi personali». Pronti-via ed è subito uno shock. Poi, la successiva scelta di affidare la panchina al piacentino Parmigiani (1 vittoria in 7 partite, con 3 gol segnati e 14 subiti) è stata un buco nell’acqua, a cui nemmeno il ritorno di Montanini, inizialmente, sembrava poter porre rimedio: il trittico di deludenti pareggi con Fabbrico (1-1), Bagnolese e Piccardo Brescello (entrambi per 2-2) avrebbe fatto seguito un disastro bilancio di 5 ko di fila. Nel mezzo, la lunga assenza del cannoniere Pasaro e l’emergenza portieri creatasi dopo l’infortunio del titolare Ghiretti e l’addio del vice Bumbac, a cui si è sopperito tesserandone, con alterne fortune, altri quattro. Ci si è trascinati così alla penultima con soli 6 punti divenuti, dopo il match col Rolo, 9: 11 in meno rispetto alla 13ª classificata con cui disputare il playout. Ma dopo il giro di boa qualcosa è cambiato: la rivincita casalinga sui cugini salsesi ha dato la spinta per credere in un’impresa disperata e i soli rinforzi di dicembre – Mastaj (4 gol per lui) e Ferrara – a rigenerare l’ambiente granata. Al termine del ritorno i punti collezionati saranno 27, il 6° miglior rendimento per un saldo senza eguagli di +18: purtroppo, non sufficiente a salvarsi direttamente ma abbastanza per arrivare a fare il playout esterno a Montecchio. In val d’Enza serviva un solo risultato e grazie a Mastaj, a pochi minuti dalla sentenza, è arrivato. Diesel.


PROMOZIONE

futura fornovo medesano logoFutura Fornovo Medesano: 6,5
Sedetevi comodi, preparate i popcorn e godetevi lo spettacolo: la quarta stagione in Promozione della compagine dei due comuni è avvincente come un film d’azione. E, con una stagione incominciata con un “esonero”, già a fine agosto, a una settimana dal debutto in Coppa, i presupposti per capire che sarebbe stato un lungometraggio pieno di colpi di scena ed effetti speciali c’erano tutti. L’arrivo in panchina di mister Piscina, fresco di addio alle giovanili del Pisa, è stato un importante plot twist: il tecnico classe ’71 ha portato un gioco ben definito per quanto ambizioso, nell’organizzazione e nel dominio del possesso: un’idea di quelle che o la si ama o la si odia, ma che ha reso il team l’attore protagonista delle sue partite. Ci è voluto del tempo per realizzare un progetto, che ha sacrificato qualche componente della troupe lungo un percorso a volte critico: in particolare, il portiere Corradi, subito ai ferri corti col nuovo mister, ma degnamente sostituito nell’arco della stagione dal sempiterno Bolzoni e dall’acquisto di dicembre Bonati, che hanno contribuito a fare della FFM la quinta difesa del campionato (41 gol subiti). Premio Oscar al miglior giocatore per Landini, definitivamente esploso a 23 con 16 reti e tanto tanto gioco sporco per le incursioni di Traore (10 marcature) e le punizioni di Bernardini (5 volte a segno). Il piazzamento finale è stato il settimo in classifica – prima fra le parmensi – frutto dei 23 punti dell’andata (chiusa parzialmente alla stessa posizione) e dei 26 del ritorno. Hollywood.


gsfelino Felino: 5
Una nuova società al timone, pronta a far partire un nuovo corso, con la promessa di scostarsi dai fasti del recente passato in Eccellenza, ma non per questo senza ambizioni. Tutt’altro: il mandato dato al ds Fassa e al direttore dell’area tecnica Carpi era quello di allestire una squadra che puntasse a stare nella top5. Se non nella top3: 21 acquisti estivi per provarci, con tanti pezzi grossi arrivati da Noceto (tra cui il giovane e promettente mister Rizzelli) e non solo, oltre al colpaccio per l’attacco rappresentato da Capocasa sfiorato dopo un iniziale sì. La mancanza di un centravanti di ruolo, sopperito comunque dalle soluzioni Bruschi/Sutera falso nove, è stata sul campo il punto debole di un’annata solo per la prima metà buona: dopo il quarto posto con 28 punti (a -5 dalla seconda) dell’andata, la compagine rossoblù si è scontrata con un iceberg. Le acque agitate all’interno di un consiglio direttivo, che ha subito continui scossoni, ha finito per sballottare la barca in mezzo al mare: i problemi extracampo hanno condizionato Davighi e compagni, capaci di raccogliere appena 5 punti nelle prime 8 del ritorno. Poi qualche punto qua e là ha permesso al Felino di salvarsi con 3 giornate d’anticipo e chiudere, seppur faticosamente, a quota 47 al nono posto. Storia di un naufragio lungo e doloroso. Con un fuggi fuggi di tutti – tra staff tecnico e dirigenziale, sponsor e parco giocatori – la nave capitanata dalla presidentessa Sagone e dal dirigente “tuttofare” Grulla sembra non avere pronto un piano di salvataggio. Titanic.


carignanous Carignano: 5,5
Nonostante la salvezza che garantirà la decima partecipazione consecutiva al secondo campionato regionale, il giudizio sulla stagione del club della frazione non può che corrispondere a un’insufficienza, resa meno grave dall’essere passato indenne dal playout (pareggiato, per altro) contro l’underdog Noceto. I proclami erano stati meno ambiziosi degli anni passati, ma il presidente Scottu e il ds Bianchi avevano fatto capire chiaramente che questa piazza sarebbe rimasta volentieri tra le grandi sorelle (sette?) del girone A. La missione affidata a mister Soldi, esordiente in categoria, è stata rispettata fino alla sosta di metà campionato, che aveva mandato al riposo Conti e soci a due lunghezze di distanza dai playoff, con un bottino di 23 punti in 17 turni (con 25 gol fatti e 26 subiti). Mangiato il panettone, la squadra è tornata all’attività con la pancia piena e probabilmente con poca benzina nelle gambe. La decisione di affidare la preparazione atletica a Denti, vice allenatore della squadra, ha influito negativamente sulla condizione fisica di una squadra – incapace di vincere due partite di fila da gennaio in poi – arrivata sfibrata in primavera. Non è bastato uno strepitoso Kulluri, a segno 22 volte (record personale), e una rosa con tanti giocatori di livello per questa categoria: i tre pareggi (contro Alsenese, FFM e Real Sala Baganza) e l’incredibile sconfitta con il dispetto Luzzara all’ultimo turno hanno fatto scivolare il Carignano al 13° posto, con 40 punti, costringendolo a un playout agrodolce, dove la difesa – tallone d’Achille della stagione (58 gol al passivo, 59 con quello del post season) – si è presa la gran parte dei meriti. Da quando è in Promozione mai così in basso: si può solo che risalire. Miracolato.


noceto Noceto: 5
Si sapeva che sarebbe stata un’annata all’insegna delle tribolazioni: l’addio in massa di dirigenza, staff tecnico e giocatori aveva costretto la scorsa estate il presidente Barella a rifare i conti di una squadra che si sarebbe dovuta rifornire sempre di più al giovane serbatoio del Fraore, fra cui il talentuosissimo Zeffirini. All’esperto mister Setti, bravo con i giovani (come dimostrato nell’esperienza alla Valtarese), il compito di fare il possibile con un gruppo che all’inizio poteva contare su pochi innesti di esperienza e di un certo livello (Ferri, Cosmede e Cazzato), prima degli ingaggi di Sarr e Perlaza portati dal nuovo co-ds Mosca. Avvio inaspettato e spumeggiante (4 punti nelle prime due partite contro le big Felino e Campagnola), poi una frenata, quindi una ripresa decisa a novembre (15 punti su 18 disponibili, tra cui il successo prestigioso con il Gotico alla 10ª) che ha permesso di chiudere a 22 e fuori dalle sabbie mobili l’andata. Più tribolato il 2024, iniziato con una serie corro di 6 ko consecutivi che aveva fatto quasi saltare la panchina di mister Setti, prima delle due cinquine consecutive rifilate a Real Sala e Luzzara nel mese di febbraio. Si è arrivati al rush finale tra alti e bassi e con una marea di gol incassati (64), ma il 5-0 al Boretto e il pari di Bobbio all’ultima giornata hanno permesso ai gialloblù di raggiungere i 36 punti e aggrapparsi a un 17° posto ex aequo che è valso lo spareggio-retrocessione (superato) prima del playout esterno in casa del Carignano, meglio classificato, dove il pari non è bastato. Sarà di nuovo Prima Categoria dopo 8 anni. Cancella e riavvolgi.


ilcervo Il Cervo: 5
Le due diverse facce della stessa luna. Una prima parte a rilento da ultima della classe (fanalino di coda a metà del guado con 13 punti, -8 rispetto alla salvezza e -6 rispetto ai playout) ha lasciato posto a una seconda fase di stagione in cui la velocità di percorrenza è praticamente raddoppiata (con 23 punti conquistati da gennaio in poi è stata l’ottava squadra del 2024). Decisivi gli innesti di un facoltoso mercato di gennaio dove a disposizione del nuovo-vecchio mister Bertani, subentrato dalla 14ª giornata a Fava (8 punti in 13 partite), sono arrivati i rinforzi (Bertoli, Boselli, Lupica, Moroni e Pugliese) che hanno puntellato tutti e tre i reparti. E hanno restituito ai collecchiesi una squadra in grado di giocarsela alla pari con le altre 17 avversarie, come invece ad inizio torneo non poteva essere. Se si vuole individuare il momento in cui il team neroverde ha detto addio alle chances di mantenere la Promozione frequentata in tutto 7 volte, quello deve essere fatto risalire alla scorsa estate, quando si sarebbe dovuto fare di più per rinforzare un gruppo che era già reduce da una salvezza miracolata post playout e che invece è rimasto per tre quarti aggrappato ai 4 gol del pur bravo Fagioli (capocannoniere interno fino al 10 marzo), di ruolo mediano. Questa volta il traguardo, programmato sul campo di Carignano il 12 maggio, non è stato raggiunto: i collecchiesi, piazzatisi penultimi, si sono arresi il 5 maggio nello spareggio-retrocessione, sul neutro di Colorno, contro i cugini del Noceto. Stralunato.


real sala baganza logoReal Sala Baganza: 4,5
Ricordate la parabola dell’ex pattinatore Steven Bradbury? Quello che vinse le Olimpiadi invernali del 2002… Ma sì, quello che era dato per sconfitto… Che poi alla fine si è messo l’oro al collo perché tutti quelli davanti poco alla volta erano caduti! Avete presente? Ecco, lui. Anche il neopromosso Real Sala Baganza, che non si vedeva da queste parti dal 2018/’19, stava per «fare un Bradbury» (in Australia è divenuto un vero e proprio modo di dire): in realtà si è rivelato un atto di riproduzione maldestro e dall’esito contrario. La squadra affidata per le prime 22 giornate all’esordiente Lombardi era stata grande con le grandi (pari andata e ritorno contro la Pontenurese, vittorie all’andata con Gotico, Campagnola e CastelFontana). Poi qualcosa all’interno si è rotto e il giocattolo ha smesso di funzionare: a dicembre è stata operata una rivoluzione di mercato che ha portato alle cessioni di Rossetti e altri, magari non titolarissimi ma fedeli all’allenatore della promozione, che a sua volta ha perso certezze e accumulato le paure di una classifica che, al giro di boa, fotografava un terzultimo posto a 19 punti, ma che dopo 6 partite del nuovo anno si sarebbe trasformato in penultimo a quota 21. L’arrivo di Ferrari, ex Il Cervo e San Secondo, in panchina non ha portato i risultati sperati: 8 punti in 12 partite ne hanno segnato la retrocessione. Difficile fare di più, perché la squadra era davvero giovanissima (troppo) seppur di prospettiva. Ma un Tommasini da 12 gol e un super Dessena non ricapitano tutti gli anni a chi deve lottare nei bassifondi. I tanti punti lasciati per strada negli scontri diretti suonavano di condanna, che è arrivata puntuale con 180′ d’anticipo. Harakiri.

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