Calcio Dilettanti
ESCLUSIVO – Il piccolo Carignano verso la grande storia. Il presidente Scottu presenta la finale play off

(Lorenzo Fava) – La geografia del calcio parmense potrebbe essere ridisegnata in questa ultima domenica di calcio. Infatti, alle grandi piazze di Busseto, Fidenza e Salsomaggiore nel prossimo torneo di Eccellenza potrebbe aggiungersi la piccola frazione di Carignano. Poco meno di mille abitanti all’attivo, ma con una squadra di calcio organizzata e ormai pronta per fare il grande salto in una categoria prestigiosa. Per la finale play off di questo fine settimana, contro la ricca e ambiziosa Agazzanese, siamo sicuri che il catino del “Pierino Padovani” sarà colmo di spettatori che arriveranno da tutta la provincia per sostenere la squadra giallorossa. La sfida decreterà chi sarà promosso assieme al Pallavicino, già campione del girone A. La storia di entrambi i club è pronta per essere riscritta. Infatti, gli ospiti – che avranno l’obbligo di vincere – proveranno ad approdare per la prima volta in Eccellenza, una categoria inseguita con insistenza da due anni a questa parte. Per i padroni di casa potrebbe materializzarsi il ritorno in Eccellenza a distanza di due anni esatti dalla prima e ultima partecipazione. La piccola frazione di Carignano vuole farsi trovare pronta all’appuntamento con la grande storia. Così come è pronta e attrezzata la redazione di SportParma, che domenica sarà presente al “Padovani” per riprendere la partita (al termine della stessa, saranno online highlights, interviste e immagini in anteprima, ndr). E, per avvicinarci allo spareggio che appassionerà e dividerà le province di Parma e Piacenza, abbiamo intervistato in esclusiva il “numero uno” del Carignano, il presidente Massimo Scottu.
A tre giorni dalla finale play off che decreterà la seconda promossa in Eccellenza, qual è la condizione (fisica e psicologica) della squadra?
«In casa nostra posso sostenere che il morale è altissimo. A partire dalla dirigenza, fino al mister e ai giocatori. Siamo consapevoli che la squadra che andremo ad affrontare sarà una dura gatta da pelare. Questa volta più che mai, il risultato non sarà per niente scontato. Anche se con la Piccardo nella semifinale play off ha fatto un po’ di fatica, l’Agazzanese sta bene a livello fisico e mentale, loro arrivano da un’ottima serie di risultati».
Come sta preparando mister Marcotti (assieme al suo staff) la gara più decisiva della stagione? Ha avuto modo di confrontarsi con lui in queste ultime ore?
«Con Roberto questa settimana ci siamo sentiti parecchio. Così come lo sono io, anche lui è molto teso nell’affrontare questa squadra. La affronteremo in casa nostra: il mister farà di tutto per mettere in campo dall’inizio i giocatori più in forma e si sta attrezzando per giocarsi le migliori carte sul nostro campo. Marcotti la sta preparando nel migliore dei modi. Abbiamo fatto tre allenamenti questa settimana, oltre che un’amichevole con la Biancazzurra».
L’Agazzanese, grande favorita in estate, non perde dal 27 novembre e pochi giorni fa ha estromesso dai play off la Piccardo Traversetolo, altra big. Voi, con una squadra forse meno quotata ma altrettanto forte, siete riusciti a chiudere davanti a loro. Ve lo aspettavate?
«Noi abbiamo costruito la squadra per andare ai play off; e fin da subito abbiamo cercato di creare un gruppo che avesse “fame” di risultati. Siamo consapevoli che a livello di singoli e di nomi squadre come la Piccardo Traversetolo, l’Agazzanese, il Pallavicino e anche il Brescello stesso, forse, avevano qualcosa in più del Carignano; ma noi abbiamo creato quella giusta amalgama che ci ha permesso di ottenere i bellissimi risultati che abbiamo raccolto sin qui. La forza nostra è stata il gruppo: poche prime donne e tanto spirito di sacrificio per la maglia, per il club, per i compagni. c’è stato un pizzico di rammarico per non essere riusciti a vincere il campionato; nonostante gli 81 punti in stagione, siamo arrivati secondi. Non è una cosa che capita tutti gli anni, ma questo fa capire l’importanza del lavoro che è stato fatto in un campionato molto competitivo. Perciò, siamo soddisfatti al 100% di quello che hanno fatto i nostri ragazzi. Noi festeggeremo lo stesso, a prescindere da quello che succederà domenica».
Durante la stagione, tra le due squadre, ha regnato l’equilibrio. Gli scontri diretti si sono chiusi in perfetta parità (2-1 per il Carignano all’andata, 1-0 per i piacentini al ritorno). Presidente, quale caratteristica teme di più della squadra di mister Melotti?
«Loro sono veramente scorbutici. Sono una squadra tosta, che non molla mai. Hanno giocatori di esperienza come Galli, Serena, Delfanti, Burgazzoli, tanto per citarne alcuni. E non ultimo il loro allenatore, Melotti, a mio avviso la vera arma in più. Usano la loro esperienza in qualsiasi momento della partita. Anche per questo, giocarsi una gara secca contro di loro sarà veramente difficile. Magari l’Agazzanese non fa un calcio spettacolare, ma è una squadra molto compatta e al momento giusto sa far male. A differenza nostra, che siamo più belli da vedere, ma meno concreti».
L’Agazzanese ha continuato a giocare, il Carignano ha potuto contare su una settimana in più di riposo e di preparazione: un pro o un contro per la sua squadra?
«In questi 15 giorni giocatori, tecnico e società hanno accumulato un certo tipo di tensione, questo non lo nego: ho paura che si sia accumulata tanta, troppa carica. Quando ci si trova di fronte a certi eventi, diventa difficile star fermi e aspettare così tanto tempo. Loro è come se avessero continuato il campionato e, forse, potrebbero essere più euforici di noi, perché hanno già passato un turno. Inoltre, all’ultima giornata noi giocavamo contro una formazione già salva, il San Secondo, loro invece si preparavano alla sfida contro il Brescello, un avversario comunque di un certo calibro. In quest’annata, dopo le soste non abbiamo mai fatto grandi partite; anzi, siamo sempre ripartiti col freno a mano tirato. Ma domenica gli stimoli saranno senza dubbio diversi. Il mio timore è che la troppa euforia possa trasformai in carica negativa nei singoli episodi che indirizzeranno la gara».
Abbiamo visto quanti punti hanno portato all’Agazzanese le gare disputate in casa; questa volta però sarete voi a poter giocare sul campo amico. Quanto peserà, nell’economia dell’incontro, il fattore casalingo?
«Non bisogna sopravvalutare il fatto che il Carignano giocherà per due risultati su tre. Noi dobbiamo andare in campo per vincere e fare la nostra partita, così come siamo capaci. Credo che fuori casa l’Agazzanese potrà fare un po’ di fatica a giocare sul nostro campo; anche se – ammetto – non saprei dire fino a che punto siamo effettivamente avvantaggiati. Se dovessi dare una percentuale, ad oggi sarebbe quella del 60% – 40%. Il campo di Carignano non è così piccolo come si pensa; le dimensioni sono quelle regolamentari, solamente non è dispersivo come altri. Non c’è la pista, le reti sono attaccate al campo, così come gli spalti. Questo comporta una completa mancanza di tempi morti: la palla sarà sempre in gioco e per chi ha risultati su tre potrebbe rivelarsi un fattore favorevole, ma anche essere un’arma a doppio taglio. Si giocherà incessantemente e a ritmi alti. Loro sono molto bravi a fare pressione e a stare sul fiato sul collo, forse un meno a giocare la palla. Hanno un allenatore molto bravo e con grande esperienza anche da giocatore: se con lui hanno fatto 81 punti, significa che hanno qualità non indifferenti. L’Agazzanese è una bellissima squadra che ha valori e ambizioni importanti».
Ultima domanda. Se tutto dovesse andare per il meglio, ha già pronto un fioretto?
«Ce ne potrebbero essere tanti. Ma per scaramanzia preferisco non pensarci prima del dovuto e, soprattutto, preferisco non dirlo. Noi però un motto lo abbiamo già lanciato: comunque vada, sarà stato un successo».
(In copertina, il presidente in carica dell’US Carignano Massimo Scottu – Foto by SportParma)
