Calcio Serie A
Il fair play finanziario all’italiana che “cancella” il Parma

Domani a Milano la Figc dovrebbe segnare una svolta storica con l’approvazione del fair play finanziario made in Italy. Un passaggio obbligatorio per allinearsi agli altri grandi paesi europei (su tutti Inghilterra e Spagna) e alle disposizioni dell’Uefa. Le norme contenute nel pacchetto in approvazione domani (non solo fair play finanziario) suonano come una pesante “mazzata” per il Parma e per le strategie adottate fino ad oggi dall’attuale dirigenza.
In sostanza la Figc, che ha già preparato un commissione specifica per studiare l’intero panorama calcistico italiano, introdurrà una serie di nuove norme per evitare che le società di calcio possano indebitarsi oltre un certo limite (perdite non superiori a 100 milioni). Per fare questo si punterà sulla riduzione delle rose (25 giocatori, tra questi 8 cresciuti nel vivaio), anche per dare una spinta propositiva alle Nazionali Azzurre, e a criteri più rigidi nel tesseramento di giocatori extracomunitari che, a parte singole eccezioni, dovranno far parte delle squadre nazionali e avere un minimo di presenze in prima squadra. Insomma, niente più giocatori dal nome e dalla carriera sconosciuta. E poi ancora: i presidenti che non rispetteranno il tetto del debito di esercizio dovranno garantire personalmente ricapitalizzazioni e continuità aziendale per i tre anni successivi. E’ quanto succede in Premier League e nella Liga spagnola dove recentemente è stata introdotta un’altra norma che vieta l’utilizzo dei proventi dei diritti tv per aumentare il monte stipendi. Tutte regole che dovranno essere studiate ed approvate dalla Figc, ma che a primo acchito dovrebbero azzerare gran parte delle strategie del Parma targato Ghirardi-Leonardi.
