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Marco Amelia ospite a ParmaTalk 22.04.2024

Parma Calcio

Amelia a SP: «Chichizola portiere di grandissima affidabilità»

Amelia a SP: «Chichizola portiere di grandissima affidabilità»

Super ospite della 26ª puntata di PARMATALK, andata in onda ieri, è stato Marco Amelia, ex portiere di Milan, Chelsea, oltre che di Parma e Palermo, nonché campione del Mondo 2006 con la Nazionale italiana.

Oggi allenatore, Amelia all’inizio del suo collegamento ha analizzato lo 0-0 di Palermo, maturato nell’anticipo dell’ultimo turno di Serie B: «Venerdì ho visto una partita che mi ha soddisfatto dal punto di vista del risultato perché con il pareggio non ho dovuto tifare nessuna delle due (ride, ndr). Ho visto cose interessanti, anche se uno vede il risultato di 0-0. Per il Parma non era facile giocare contro un Palermo che ha cambiato allenatore e sta cercando soprattutto di subire poco. Il Parma è lì che sta difendendo il primo posto. Devo dire, anche da parte degli allenatori ho visto qualcosa, di tecnico-tattico, di interessante: Pecchia nel secondo tempo ha tentato un cambiamento, inserendo una squadra molto offensiva. Non è da tutti tentare di mettere un quarto attaccante contro un Palermo che, se gli lasci spazi, ti fa male. Lo 0-0 è anche merito del portiere del Palermo, molto bravo in due-tre situazioni. La partita non è stata intensissima, ma per via anche del momento del campionato: siamo alla fine quasi. Ma lo 0-0 accontenta tutte e due: il Parma vincendone due è in Serie A – e dovrebbe farcela –, a meno di controlli inaspettati cui non credo. Il Palermo si sta preparando ai playoff, che è un altro campionato. E lì può succedere di tutto».

Nel match senza reti in terra siciliana protagonisti soprattutto i portieri, bravi a tenere le “lenzuola pulite”. In particolare, l’ex numero uno di Frascati (316 partite in carriera con 441 gol subiti, ma anche 1 segnato), si è espresso positivamente sull’attuale portiere del Parma, quel Chichizola reduce da tre clean sheet consecutivi: «Sta passando la moda dei portieri alti. Ora si richiede un portiere che sappia fare il play di gioco, che sappia giocare con i piedi. La struttura dei portieri è sempre stata importante, da un 1 e 85 a salire. Io, essendo 1 e 90, mi sono ritrovato quasi in dubbio sulle altezze dei portieri che venivano richieste . Poi il portiere debba saper parare e farsi trovare pronto nelle disattenzioni dei compagni, deve saper aiutare nelle palle aeree e togliere la voglia agli avversari di crossare palloni in area, deve saper giocare con i piedi ma senza esagerare per non commettere errori di gioco: preferisco che l’impostazione di gioco la faccia un Pirlo che non un portiere. Però, se parliamo di Chichizola, devo dire che nel campionato di Serie B è un portiere di grandissima affidabilità: lo aha dimostrati anche quest’anno. Vorrei vederlo nel passaggio in Serie A: negli anni passati ha avuto qualche difficoltà, ma aha fatto esperienza in questi anni. Ma sono convinto che, se carico e voglio con la base dell’esperienza che ha fatto anche andando in Spagna, sicuramente saprà tirar fuori le sue prestazioni in un ambiente che, credo, lo abbia fatto sentire bene. A Parma si sta da Dio e si rende al meglio».

Non è mancato poi un tuffo nel passato, a quella breve parentesi parmigiana in carriera di soli sei mesi, da gennaio a maggio 2004. Una tappa di passaggio, senza essere protagonista, a causa di un retroscena di mercato: «A Parma ero arrivato molto giovane, ho giocato meno. E poi c’era Frey: ero venuto perché Seba doveva andar via in quella finestra di gennaio, poi non aveva chiuso la sua trattativa e quindi sono rimasto lì giocando poco. A Palermo, invece, ho fatto una stagione molto bella e molto intensa. Sono due bellissime piazze».
Amelia, cresciuto nel vivaio Roma per poi sbocciare in altre piazze importanti come Lecce, Livorno e Genoa (tra quelle non citate), ha ripercorso anche la sua carriera da atleta, all’ombra di alcuni mostri sacri del ruolo del portiere. Uno su tutti, l’ex crociato Gigi Buffon: «Il problema è che c’era Gigi – ha detto, scherzando, Amelia –. Quando ho iniziato a giocare c’erano già tanti portieri fortissimi oltre i 30 anni. Nell’anno che sono andato al mondiale giocavo nel Livorno: per andare in Nazionale ho dovuto fare molto più di tanti altri. Ho avuto la fortuna di stare di fianco a Gigi per tanti in Nazionali, ma ho fatto solo 9-10 partite… Forse ho sbagliato era. È stato bello giocare a grandi livelli, ma è stato difficile arrivarci perché devi fare tanti sacrifici. Non solo tu ma anche la tua famiglia. A volte penso che potevo fare di più, ma quando smetti l’importante è essere in pace con te stesso. E poi ti ricicli: ho fatto tutti i corsi, ho completato anche il Master Pro e sono pronto alla carriera da allenatore».

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Marco Amelia ospite a PARMATALK 26esima puntata 22.4.2024

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