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Ciclismo

#MaloTour: “Le mie botte stanno meglio, qui o reagisci o sei fuori. Io scelgo sempre di reagire”

malori foto movistar

Una vittoria in barba alla salita, alla fatica fatta. Sul mitico traguardo di Pra Loup, che il Tour de France riproponeva 40 anni dopo la famosa crisi di Merckx, l’irsuto tedesco Simon Geschke della Giant Alpecin conquista la diciassettesima tappa (161 km con partenza da Digne les Bains) sfruttando prima la fuga di giornata, poi salutando i compagni d’avventura a 50 km dalla fine con ancora il temuto Col d’Allos (vetta più alta di questa edizione) da affrontare ed infine resistendo all’incisivo ritorno di Talansky (secondo a 32″). Uran completa il podio parziale, Pinot perde tutto ciò che aveva guadagnato in salita nella discesa d’Allos, che costerà caro anche a Contador, caduto e poi arrivato a più di 2′ di distacco dal gruppo dei migliori (giunto a 7’16” da Geschke) regolato da Quintana su Froome (sempre più maglia gialla), Valverde (salito al terzo posto nella generale dopo il ritiro di Van Garderen per problemi gastrointestinali) e Nibali, ora settimo in classifica. Domani secondo round sulle Alpi con la diciottesima frazione di 186,5 km da Gap a Saint Jean de Maurienne con sette gpm, di cui solo il penultimo, il Col du Glandon, hors categorie e posizionato a 40 km dal traguardo.
Durante la prima tappa alpina, malgrado cerotti e bende nella parte sinistra del corpo, lunga fuga per Adriano Malori, inviato speciale in corsa per Sportparma con la sua rubrica sms, con l’intenzione di essere un punto d’appoggio per i suoi capitani della Movistar quando la gara tra i big sarebbe entrata nel vivo: “Oggi è stata una tappa super frenetica, partenza folle e poi tutto il giorno a tutta. Se questo è stato il preludio alle tappe di montagna, non oso immaginare le prossime. Le mie botte stanno meglio e purtroppo qui al Tour o reagisci o sei morto e io scelgo sempre di reagire, anche andando in fuga e fare una gran fatica. A domani“.
ARRIVO — 1. Simon Geschke (Ger, Giant) 161,0 km in 4h12’17” alla media di 38,3 km/h; 2. Talansky (Usa) a 32″; 3. Uran (Col) 1’01”; 4. Pinot (Fra) a 1’36”; 5. Frank (Svi) 1’40”; 6. Kruijswijk (Ola) a 2’27”; 7. Roche (Irl) a 3’02”; 8. Castroviejo (Spa) 3’04”; 9. Pauwels (Bel) 3’05”; 10 A. Yates (Gb) a 3’21”; 12. Teklehaimanot (Eri) a 4’50”; 18. Quintana (Col) a 7’16”; 20. Froome (Gb); 21. Valverde (Spa) a 7’23”; 22. Nibali a 7’31”; 24. Thomas (Gb) a 8’18”; 31. Contador (Spa) a 9’33”; 36. Romain Bardet (Fra) 10’10”.
GENERALE — 1. Chris Froome (Gb, Team Sky) in 69h06?49″; 2. Quintana (Col) a 3’10”; 3. Valverde (Spa) a 4’09”; 4. Thomas (Gb) a 6’34”; 5. Contador (Spa) a 6’40”; 6. Gesink (Ola) a 7’39”; 7. Nibali a 8’04”; 8. Frank (Svi) a 8’47”; 9. Mollema (Ola) a 11’47”; 10. Barguil (Fra) a 13’08”; 11. Bardet (Fra) a 16’04”; 12. Talansky (Usa) a 16’25”; 13. Sanchez (Spa) a 17’52”; 14. Rolland (Fra) a 18’37”; 15. Pauwels (Bel) a 20’07”

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